FESTIVAL DELL’ASTRONOMIA 14 luglio – 11 agosto

Alcuni momenti della serata di rievocazione del 55° anno dall’allunaggio. Entusiasmante la visione del lancio di Saturn V e l’Osservazione al telescopio dei crateri lunari





Tempesta geomagnetica sorprende la Terra, possibile spettacolo di aurore

L’arrivo di una CME è stato previsto, ma non la gravità della tempesta che si prevede averre il massiomo il 3 luglio 2024. Un’espulsione di massa coronale (CME) è un’imponente emissione di plasma e campi magnetici dalla corona solare. È causata da un rilascio repentino di energia magnetica accumulata. Ciò può accadere a seguito di una riorganizzazione dei campi magnetici solari, spesso legata all’attività delle macchie solari. Durante una CME, il campo magnetico solare si distorce e rilascia enormi quantità di materia carica, principalmente protoni ed elettroni, nell’ambiente interplanetario. Le CME possono interagire con il campo magnetico terrestre, causando tempeste geomagnetiche. Queste tempeste possono influenzare le reti elettriche, i sistemi di comunicazione e i satelliti in orbita. Inoltre, le particelle cariche accelerano lungo le linee del campo magnetico terrestre, creando spettacolari aurore polari.


Nella notte fra il 2 e il 3 giugno 2024 sei pianeti si allineranno.

Mercurio, Marte, Giove, Saturno, Nettuno e Urano: saranno loro i protagonisti del cielo. Non una minaccia, ma uno spettacolo a cui è difficile assistere. Poco prima dell’alba, circa le 5 del mattino, la Luna sarà in fase calante e ciò ci permetterà di avere una visuale un po’ profonda dello spazio circostante. A destra del satellite, infatti, troveremo una luce arancione: si tratta di Marte. Spostato un po’ più in là, sempre a destra, ecco Saturno. Questo sarà bello luminoso e quindi ci consentirà, sempre se siamo fortunati, di vederlo senza l’ausilio di telescopi e binocoli. Strumenti che invece serviranno per Nettuno e Urano poi. L’allineamento dei pianeti tornerà a farci visita tra non troppo tempo. Si parla addirittura già di “date ufficiali”, perciò se l’idea di meravigliarvi vi alletta, segnate in agenda questi giorni: si parte con l’alba del 28 agosto 2024, per poi andare direttamente al 2025, precisamente il 18 gennaio. Ma non solo. L’universo ha voglia di farci sognare e ha intenzione di farlo in grande: il 28 febbraio 2025 tutti i pianeti appariranno nel cielo nello stesso momento.


Lunga e potente esplosione sul Sole, blackout radio anche in Italia: allerta tempesta geomagnetica

Un’espulsione di massa coronale lanciata nello Spazio da un brillamento classe X potrebbe sfiorare il campo magnetico terrestre. La ben nota macchia solare AR3664 (l’origine della tempesta geomagnetica G5 e delle aurore osservate in gran parte del mondo) non è più grande come una volta, ma è ancora molto attiva. Ieri, alle 16:37 ora italiana, ha prodotto un brillamento solare di classe X1.4 (immagine di seguito). Un lungo impulso di radiazioni ultraviolette estreme ha prodotto un profondo blackout radio a onde corte sulle Americhe e in Europa, Italia compresa (immagine in alto). “Gli operatori radioamatori potrebbero aver notato una perdita di segnale a tutte le frequenze inferiori a 30 MHz per un periodo compreso tra 60 e 90 minuti dopo l’inizio del flare,” sottolinea SpaceWeather.com.


MESSIER 78

Questa immagine mozzafiato presenta Messier 78, un vibrante vivaio stellare avvolto nella polvere interstellare. Euclid ha scrutato in profondità questo vivaio utilizzando la sua fotocamera a infrarossi, esponendo per la prima volta regioni nascoste di formazione stellare. Gli strumenti di Euclid possono rilevare oggetti solo poche volte la massa di Giove, e i suoi “occhi” a infrarossi rivelano oltre 300.000 nuovi oggetti solo in questo campo visivo. Gli scienziati stanno utilizzando questo set di dati per studiare la quantità e il rapporto tra le stelle e gli oggetti più piccoli (substellari) trovati qui, fondamentali per comprendere le dinamiche di come le popolazioni stellari si formano e cambiano nel tempo.


“Aurora boreale sull’Italia, perché potrebbe tornare”

L’enorme ammasso di macchie solari che ha scagliato energia e gas verso la Terra ruoterà di nuovo verso di noi tra circa due settimane. Gli scienziati dicono che i brillamenti probabilmente saranno ancora abbastanza grandi da generare altre esplosioni che potrebbero colpire il campo magnetico terrestre, creando altre aurore boreali.


“Aurore boreali visibili anche a basse latitudini”

Vi propongo alcune foto realizzate dagli Astrofili del nostro gruppo Astrofotografia a Civitanova e a Frontignano Le aurore boreali sono un fenomeno causato da tempeste geomagnetiche provocate da particelle cariche provenienti dal Sole (vento solare) che interagiscono con il mostro campo magnetico e atmosfera a circa 100 km di altezza.


Il 31 agosto 2023 assisteremo al raro verificarsi di una super luna di luna piena blu.

Il termine Luna Blu sta ad indicare la seconda luna piene nello stesso mese, evento raro che capita ogni 2 – 7 anni nei mesi di 31 giorni solitamente nei mesi primaverili. Questo evento astronomico è considerato significativo per molte culture in tutto il mondo, simboleggiando cambiamento, trasformazione e nuovi inizi.
Mentre il termine Super Luna sta ad indicare il verificarsi di una luna piena al perielio, cioè alla minima distanza dalla terra. Ci sono anche ragioni scientifiche per cui questo evento è interessante da studiare. Ad esempio, durante una superluna, la maggiore attrazione gravitazionale della luna può causare maree più alte, note come “maree primaverili”. Queste maree possono avere un impatto sugli ecosistemi costieri e possono persino causare inondazioni in alcune aree. Inoltre, il colore blu della luna durante una luna blu, difficile da osservare in cieli inquinqti, è spesso il risultato di condizioni atmosferiche, come fumo o polvere nell’aria. Lo studio di queste condizioni può fornire informazioni sull’atmosfera e sul clima della Terra.


Ecco la prima foto di Saturno scattata dal telescopio Webb

L’immagine è la prima foto ufficiale, ottenuta utilizzando lo strumento NIRCam (Near-Infrared Camera) del JWST. Questa foto offre una prospettiva completamente nuova sul pianeta e sui suoi affascinanti anelli.

La foto di Saturno scattata dal telescopio James Webb mostra il pianeta come un corpo estremamente scuro. Questa oscurità è il risultato dell’assorbimento della luce solare da parte del metano presente nell’atmosfera del pianeta. Lo strumento NIRCam del JWST opera a lunghezze d’onda infrarosse, dove il metano assorbe gran parte della luce incidente. Tuttavia, gli anelli di Saturno appaiono molto più luminosi. Gli anelli A, B, C ed F sono chiaramente visibili, interrotti dalla divisione di Cassini e dall’interruzione di Encke. Questa luminosità è dovuta al fatto che la radiazione solare viene riflessa direttamente dai frammenti di ghiaccio che compongono gli anelli, creando uno spettacolo di luce. Saturno non è solo un pianeta con anelli spettacolari, ma è anche il “rifugio” di alcune delle lune più affascinanti del sistema solare. Nell’immagine scattata dal JWST, si possono notare tre punti di luce alla sinistra del pianeta. Questi punti rappresentano Dione, Encelado e Teti, tre delle 145 lune conosciute di Saturno.

Credits: NASA, ESA, CSA, STScI, M. Tiscareno (SETI Institute), M. Hedman (University of Idaho), M. El Moutamid (Cornell University), M. Showalter (SETI Institute), L. Fletcher (University of Leicester), H. Hammel (AURA). Image processing by J. DePasquale (STScI)