Le Foto di Brunello Corchia

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M17 (NGC 6618) - Nebulosa Omega
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Ci troviamo nella Costellazione del Sagittario, visibile bassa sull'orizzonte in estate e ricolma di oggetti. Le quattro nebulose più conosciute di questa zona di cielo sono sicuramente M8, M2O, M16 (che si trova in Serpente) ed appunto M17. Un quartetto da osservare anche con buon binocolo e che costituisce una tappa
obbligata per tutti gli astrofili ed astrofotografi. Questa bella nebulosa diffusa prende anche il nome di "Ferro di Cavallo" o "Cigno" a seconda dell'aspetto che mostra osservandola con strumenti diversi. Fu scoperta nel 1746 dallo svizzero P.L. de Cheseaux e registrata successivamente da C. Messier nel suo famoso catalogo il 3 giugno 1764 annotando: "Una strascico di luce senza stelle, esteso 5' o 6' a forma di fuso, simile a quello di Andromeda, ma la luce è molto debole ..." Sir W.Huggins fu il primo ad utilizzare lo spettroscopio per analizzare la luce proveniente da M17 e nel 1866 trovò che la nube era veramente una massa di gas luminescente e non semplicemente un insieme di stelle non risolte. Nel 1893 Isaac Roberts ottenne la prima immagine fotografica della Omega. La stima della distanza è difficoltosa, come in genere accade per questi oggetti; alcuni la pongono a 48OO anni luce per un diametro reale conplessivo di circa 4O anni luce con una massa stimata in 8OO volte quella solare. M17 è anche una forte emittente di radio onde ed il massimo di emissione radio si ha in corripondenza della zona oscura che si incunea in modo netto nella parte ovest, formando il "collo del Cigno". Evidentemente questa è la parte più densa della nebulosa e quella che racchiude le zone di formazione stellare. In un telescopio di 15/2O cm. nella sua parte più brillante, ben visibile nella foto, assume una forma di un "2" o, se si preferisce, di un Cigno. La barra ha un evidente aspetto irregolare con zone più chiare inclinate di circa 45° rispetto all'asse principale della barra stessa, specie nella parte ovest. Con ottimi cieli (ed in notti senza Luna) è possibile vedere alcune delle debolissime masse gassose poste a est e a nord che formano la famosa figura che ricorda   appunto un ferro di cavallo od anche la lettera greca "omega". Un'altro buon consiglio per l'osservazione è quello dell'utilizzo di filtri interferenziali come ad esempio l'OIII (ossigeno 3) o l'UHC
che incrementano in modo determinante la visibilità di M17 (ed in genere di tutte le nebulose), rendendo evidenti anche le zone più  deboli e distanti. Nella foto è ben visibile anche la debole nebulosità ad ovest di M17 ("sotto" la nebulosa). Il Nord è a destra. Le sue coordinate (2OOO) sono : A.R. 18h2O.8' ; declinazione : -16°11'.

Dati tecnici :
posa di circa 45 minuti al fuoco diretto (f. 6,3) di un telescopio
Celestron 8 su montatura Takahashi. Pellicola Kodak Royal 1OOO. Località:
Forca Canapine (AP), alt. 155O m. Visibilità buona. Temp.: circa 14°.
Luglio 1998. Presenza di vento.

Brunello Corchia
Fermo.

M20.JPG (161921 byte)

M2O (NGC 6514) - Nebulosa Trifida
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Nella stupenda zona di cielo estivo compresa nei confini della costellazione del Sagittario, a circa 1,5 gradi nord-nord-ovest di M8, la grande nebulosa della Laguna, si trova M2O detta Trifida. La prima osservazione di questo oggetto è attribuita a J.B. Le Gentil assistente di Cassini all'osservatorio di Parigi. Tuttavia la posizione indicata differisce di ben due gradi da quella reale. La scoperta ufficiale è da far risalire al 5 giugno 1764 ad opera di Charles Messier che però osservò solo la componente stellare di M2O, essendo la nebulosa oltre le possibilità del suo telescopio. Fu W. Herschel il primo a rilevare con certezza la presenza della componente gassosa, divisa in quattro parti da aree oscure, ben visibili nella foto. Suo figlio John chiamò l'oggetto "Trifida" in quanto, secondo lui, il gas era suddiviso in "tre masse irregolari, più deboli e diffuse nelle regioni esterne ma di grande intensità luminosa sui bordi interni". Oggi sappiamo che M2O è una tipica nebulosa ad emissione, eccitata da stelle poste al suo interno. Le tre zone oscure sono costituite da materia connessa con la nebulosa stessa. Ognuna di queste è lunga circa 45'; quelle ad est e ad ovest sfociano nel fondo cielo, mentre quella a sud è interrotta da una zona brillante, la più densa dell'intero oggetto. Al centro della struttura a tre lobi si trova una stella multipla denominata HN4O.
Il diametro reale della nebulosa è stimato in cira 3O anni luce, mentre la distanza è valutata in 23OO a.l. M2O è anche una radiosorgente termica e per giustificare tale emissione si deve supporre una temperatura del gas di 1O.OOO K. La sua luminosità superficiale è piuttosto bassa e risulta essere un oggetto Messier sorprendentemente debole; con cieli mediocri può infatti facilmente sfuggire all'osservatore non abbastanza attento. Per di più alle nostre latitudini risulta sempre piuttosto bassa sull'orizzonte e quindi in condizioni non ottimali per l'osservazione e la fotografia. A nord è ben visibile una zona blu a riflessione che contrasta con il rosso, tipico colore delle nebulose ad emissione. Scansione effettuata da un           particolare di una foto 1O*15 stampata in un comune laboratorio. Il nord è verso l'alto a destra. Le         coordinate (2OOO) sono : A.R. 18hO2.3' . Declinazione : -23°O2'.                                                            

Dati tecnici :
posa di circa 45 minuti al fuoco diretto (f. 6,3) di un telescopio
Celestron 8 su montatura Takahashi. Pellicola Fuji SG8OO. Località:
Fonte Vetica (AQ), alt. 163O m. Visibilità buona. Agosto 1998.
Presenza di vento.

Brunello Corchia
Fermo.

M22.jpg (360520 byte)

M22 (NGC 6656) - Ammasso Globulare
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Questo meraviglioso ammasso è uno degli oggetti più belli dei nostri cieli estivi. E' veramente impressionante la concentrazione di meraviglie durante la stagione calda; la presenza poi della via Lattea estiva rende la visione della volta celeste impareggiabile e spinge spesso anche i non appassionati all'osservazione. L'importante è recarsi in luoghi bui, il più lontano possibile da fonti luminose, in notti senza Luna e preferibilmente in montagna. Questo grande ammasso fu scoperto nel 1665 dall'astrofilo tedesco Abraham Ihle mentre era impegnato in una osservazione di Saturno. Nel 1747 fu osservato da Jean-Baptiste Le Gentil che lo riconobbe e classificò come ammasso. Fu infine inserito da Messier nel suo famoso catalogo il 5 giugno del 1764. La sua distanza stimata (G. Alcaino) è di circa 3,1 kpc (1 parsec
corrisponde a 3,26 anni luce) e cioè circa 1116O anni luce (altre stime lo danno un po' più vicino). Si trova nella costellazione del Sagittario poco più di due gradi a nord-est di lamba Sagittari (il "coperchio" della teiera formata dalle stelle più  brillanti di questa costellazione ricchissima di oggetti). M22 è il terzo ammasso globulare più luminoso di tutto il cielo, superato solo da Omega Centauri e 47 Tucanae che però non sono visibili alle nostre latitudini. Supera quindi per luminosità (e per bellezza) il più noto M13,
famosissimo ammasso globulare in Ercole anch'esso visibile nel periodo estivo. Entrambi si possono dunque ben osservare nella stessa serata, ma volendo poi fare un paragone, è importante ricordare che M13 ha dalla sua il fatto che si trova ben alto in cielo, quasi allo Zenith, mentre M22 è più  basso ed è quindi penalizzato da una maggiore estinzione atmosferica ; trovandosi poi in piena via Lattea la sua luce è "oscurata" dal forte addensamento stellare e dall'assorbimento dovuto alle polveri interstellari. Difatti è difficile fare una stima precisa del suo reale diametro che dovrebbe comunque essere di circa 5O anni luce. Comunque una magnifica coppia da osservare e fotografare ! Le sue coordinate (2OOO) sono : A.R. 18h36.4' ; declinazione : -23°54'. Per questa fotografia ho utilizzato una pellicola Kodak Royal 1OOO che
però mi sembra più adatta agli oggetti nebulari piuttosto che agli ammassi   stellari, soprattutto per la grana. Poi ho effettuato una scansione dalla stampa (eseguita in comune laboratorio fotografico ) formato 10x15, mettendo al centro l'ammasso che è quindi già ingrandito.

Dati tecnici :
posa di circa 25 minuti al fuoco diretto (f. 6,3) di un telescopio
Celestron 8 su montatura Takahashi. Pellicola Kodak Royal 1OOO. Località:
Forca Canapine (AP), alt. 155O m. Visibilità buona. Temp.: circa 14°.
Luglio 1998. Presenza di vento.

Brunello Corchia
Fermo.

M27.JPG (131145 byte)

27 (NGC 6853) - Dumbbell Nebula (Nebulosa "manubrio")
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Questa bella e luminosa nebulosa è situata nella piccola costellazione della Volpetta ("Vulpecola"); una costellazione formata da deboli stelle rintracciabile in estate vicino alla più grande costellazione del Cigno. M27 è la più luminosa nebulosa planetaria dell'emisfero boreale ed è già visibile in piccoli telescopi purché si osservi lontano da fonti luminose; il termine "planetaria" contraddistingue tutte le nebulose che  presentano (soprattutto se osservate a bassi ingrandimenti) un aspetto tondeggiante simile appunto al disco di un pianeta. La distanza che è di circa 9OO anni ne fà una delle planetarie più vicine a noi, mentre il suo diametro reale è di circa 2,5 a.l. Fu la prima nebulosa planetaria scoperta da C. Messier, nel 1764 ; bella da vedere e da fotografare, ha una magnitudine totale di circa 8 ed è posta in un ricco campo stellare.
E' detta "manubrio" per il suo tipico aspetto bilobato ben visibile nella fotografia dove sono osservabili anche i lobi contrapposti più deboli. Questa nebulosa si è formata con la materia espulsa dalla stellina  centrale. Questa stella, che è di magnitudine 13,8, è un oggetto blu molto caldo e si trova in una delle sue ultime fasi di evoluzione; diventerà infatti una nana bianca. E' anche interessante ricordare che essa ha una compagna gialla molto più debole; questo fatto è stato interpretato pure come una possibile concausa della formazione della nebulosa stessa. La struttura interna di M27 indica che si anche in presenza di una certa turbolenza. L'età di questa bella nebulosa estiva è molto incerta (dai 1OOOO ai 4OOOO anni). Per questa fotografia ho usato la pellicola Royal 1OOO della Kodak che si è dimostrata veloce e con colori  molto naturali, ma che ha anche mostrato un pò di grana. Per la memorizzazione ho effettuato una scansione dalla stampa formato 1Ox15 centrando e "ritagliando" la zona di M27 che risulta quindi già ingrandita  Coordinate (anno 2OOO): A.R. 19h59.6' - Declinaz.: +22°43'. Il Nord è in basso.
   

Dati tecnici :
posa di circa 4O minuti al fuoco diretto (f. 6,3) di un telescopio
Celestron 8 su montatura Takahashi. Pellicola Kodak Royal 1OOO.
Località: Forca Canapine (AP), alt. 155O m. Visibilità buona.
Temp.: circa 14°. Luglio 1998. Presenza di vento.

Brunello Corchia
Fermo.

 

ASSOCIAZIONE ASTROFILI "ALPHA GEMINI"    E-MAIL alphagemini@libero.it

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