LA GRANDE ECLISSI EUROPEA DELL 11
AGOSTO 1999.
Lo scorso
agosto alcuni membri del circolo culturale astrofili Alpha Gemini hanno deciso per una
vacanza che si potrebbe definire "astronomica". Facevo parte del gruppo e
ricordo bene quella settimana trascorsa in Austria con altri sei amici. Ricordo ancora
meglio la sensazione che mi procurò la mia prima eclissi.
Noi del gruppo non
potevamo mancare, nessuno di noi prima aveva visto un simile fenomeno ed anzi i racconti
dei più anziani che ricordano leclissi del 61 non aveva fatto altro che
stuzzicare il nostro interesse. Inizialmente costituimmo un gruppo di quattro ragazzi e a
qualche settimana dalla data di partenza ci sedemmo a tavolino per discutere i dettagli.
Anzitutto ci sembrò prioritario organizzare un viaggio che fosse divertente, lungo,
orientato al turismo e con destinazione a Salisburgo (leclissi sarebbe passata nelle
vicinanze); inoltre il tutto doveva risultare estremamente economico. Non vi dico quindi
quanti problemi per rimediare lauto che doveva essere climatizzata secondo alcuni,
con impianto a gas secondo altri ma soprattutto che doveva esserci affidata in prestito da
conoscenti e non a noleggio (in questo eravamo tutti daccordo). Non vi dico quante
telefonate a Salisburgo e dintorni per rimediare quattro alloggi a prezzi modici
esprimendoci con un improbabile mix di tedesco e inglese. Non vi dico quante discussioni
per organizzare in anticipo ciò che si sarebbe fatto in quei giorni.
Il tutto si risolse
quando Claudio, un altro membro del nostro circolo ci disse che
anche lui stava organizzando una vacanza in Austria. Cinformò del fatto che erano
state prenotate diverse camere in un paesino a 80 Km sotto Vienna da un certo signore di
Ancona che aveva intenzione di radunare un discreto numero di astrofili suoi amici per una
spedizione di massa. Claudio aveva le nostre stesse intenzioni, voleva trascorrere una
settimana tra le verdi colline del centro Europa portando con se un amico ed il figlio
Daniele. Inoltre ci chiedeva di unirci a lui per costituire un team di sette persone che
entravano giuste giuste nella sua monovolume (a gas e climatizzata). Abbandonata
immediatamente lidea Salisburgo ci siamo uniti in un sol gruppo e di nuovo tutti a
tavolino abbiamo ridefinito i preparativi.
Qualche giorno dopo,
bagagli in spalla e scellini nel portafogli ci sistemiamo nella monovolume e partiamo
allalba del 7 agosto per un viaggio che sarebbe durato fino a tarda serata e di cui
vi risparmio i dettagli, le condizioni meteorologiche, e soprattutto il tempo perso a
cercare la strada giusta. Un viaggio pesante ma tutto sommato divertente; ricordo che a
qualche chilometro dallalbergo che finalmente stavamo per raggiungere e a qualche
minuto dalla mezzanotte qualcuno notò che cera un bello spettacolo da non perdere.
Ci siamo fermati, siamo scesi e abbiamo contemplato un cielo così buio e fitto di stelle
come veramente non ne avevo mai visti prima dora. Sono veramente rimasto incantato
da quel magnifico paesaggio stellare e ricordo che vidi perfettamente e per la prima volta
ad occhio nudo tutte le nove stelle principali dellammasso delle Pleiadi. Tutti
restammo stupiti da quel paesaggio e risalimmo rincuorati dal buon auspicio
nellauto; dopo qualche minuto dormivamo beati nei letti. Il paesino che ci ospitò
per una settimana non si trovava nemmeno sulle cartine stradali tanto era piccolo: si
chiamava STIFT VORAU.
Trascorse in fretta
quella settimana; la sera si faceva tardissimo nellunico locale notturno del paese e
ci si alzava praticamente a mezzogiorno, si viaggiava nel pomeriggio. Abbiamo visitato
Vienna, Graz, il lago Balaton. Ricordo che la sera in camera riordinavo le valigie,
scrivevo cartoline e mettevo nel borsone i souvenir che compravo nei luoghi visitati.
Ricordo anche che per quelloccasione tenni una sorta di diario di bordo in cui
annotavo i fatti più divertenti o curiosi. Uno di questi non lo scorderò mai e riguarda
lusanza che cè da quelle parti di appendere nei locali pubblici come
ristoranti, pizzerie, pub i manifesti dei morti. Vi giuro che da quelle parti si mangia
guardando le foto dei propri defunti.
Arrivò il giorno
delleclissi. Nuvole da tutte le parti, panico totale. Cera chi voleva fare
qualche centinaio di Km in tre ore per spostarsi verso luoghi climaticamente più
accettabili, altri confidavano che il cielo sarebbe migliorato, io ero piuttosto fiducioso
ma del resto avevo poco da perdere: cerano persone che si trovavano lì con noi
esclusivamente per fotografare levento e si erano
portati dietro moltissimi strumenti professionali e apparecchiature varie. Noi abbiamo fatto buon viso a cattivo
gioco e ci siamo limitati a scattare qualche foto e a fare un filmatino peraltro molto ben
riuscito. Tecnicamente parlando leclissi fu una disfatta perché il parziale
offuscamento delle nuvole ha impedito agli specialisti di fare buone fotografie ma per
quel che riguarda me ed il nostro gruppo problemi in tal senso non ve ne furono e
leffetto artistico delleclissi lo abbiamo goduto in pieno. Si tratta di una
sensazione affascinante ed inquietante allo stesso tempo, sembra quasi che
lequilibrio di sempre ad un tratto si spezzi e poi quel freddo che
allimprovviso ti coglie e le persone che intorno cominciano ad urlare ed applaudire.
A me è piaciuto moltissimo, magari ad altri potrà non piacere ma sono certo che nessuno
può rimanere indifferente di fronte a tale spettacolo. Un signore che conobbi durante il
viaggio, un veterano delle eclissi, un grande appassionato di astronomia, lo stesso
signore di Ancona che prenotò le stanze e che potete vedere cliccando qui mi disse che per lui ogni eclissi è come la prima eclissi.
Rossano Ciribè