Lo sciame meteorico delle Perseidi
Il nome di “Perseidi” è determinato dalla posizione del radiante, il punto sulla volta celeste dal quale sembrano provenire le meteore, situato nella costellazione del Perseo. La denominazione tradizionale di “Lacrime di San Lorenzo” deriva dal fatto che nel XIX secolo il massimo della loro frequenza avveniva il 10 agosto, giorno della ricorrenza del Santo: ai giorni nostri il massimo si è però spostato in avanti di circa due giorni. Il culmine di attività dello sciame quindi in genere ha luogo il giorno 12, quando la Terra nel suo percorso orbitale intercetta la parte più densa delle nubi di particelle. Sulla base di queste considerazioni, possiamo augurarci che le Perseidi siano, come del resto nei passati anni, numerose e abbastanza luminose, e sperare così di arrivare a osservarne forse 20-30, specie nelle due ore centrali della notte. Occhi puntati al cielo…e buona visione! In una notte senza Luna, attendiamo lo spengersi delle ultime luci del crepuscolo e volgiamo lo sguardo verso Sud. Ci troviamo nel Sagittario, costellazione che occupa la zona della volta celeste nella quale è situato il centro della nostra galassia, la Via Lattea. A Sud-Est troviamo invece il Capricorno e l’Acquario, costellazioni relativamente grandi ma prive di stelle brillanti e difficilmente riconoscibili senza l’ausilio di una carta del cielo. A Nord-Ovest la brillante stella Arturo contende a Vega il primato di astro più luminoso: essa fa parte del Bootes, dall’inconfondibile forma ad aquilone. Alla sua sinistra, la piccola costellazione della Corona Boreale. Ricordiamo che osservando nell’area di cielo occupata dalla Corona Boreale, è possibile scorgere moltissimi satelliti artificiali. Nei pressi del Triangolo Estivo, formato da Vega Altair e Deneb, possiamo cimentarci nel riconoscimento delle costellazioni minori, come la Freccia (o Saetta) - tra il Cigno e l’Aquila - o il Delfino - facilmente individuabile per la sua forma a rombo - o la ancora più ostica Volpetta. In direzione Nord, la stella polare è come sempre al centro della famiglia delle costellazioni circumpolari. L’Orsa Maggiore e l’Orsa Minore sono accompagnate, procedendo in senso orario, dal Dragone, da Cefeo e, con la caratteristica forma a “W”, da Cassiopea. Infine a Est vedremo sorgere il grande quadrilatero di Pegaso, seguito da Andromeda (da non perdere l’omonima galassia catalogata da Messier come M31) e Perseo. Ricordiamo che nel Perseo si trova il radiante dello sciame di meteore detto appunto delle Perseidi. PERSEIDI (“LACRIME DI S.LORENZO”): PICCOLA GUIDA PRATICA ALLO SPETTACOLOSi tratta certamente dello sciame meteorico più popolare, sebbene non si tratti del più abbondante (le Geminidi del 13 dicembre e le Quadrantidi del 4 gennaio sono ancor più numerose, così come le annate più abbondanti delle Leonidi, a metà novembre). Anzi: gli esperti osservano che, dal 2000 in poi, questo sciame è diventato via via meno abbondante, e potrà tornare alle oltre 400 meteore/ora osservate nel 1992 solo dopo che la cometa genitrice (109P/Swift-Tuttle) avrà rifornito le sacche di polveri… Tra circa 100 anni!
Il massimo dello sciame dura
circa 12 ore; quest’anno
il momento migliore per
aspettare le “stelle cadenti”
sarà nella notte tra 12 e 13 agosto
.
COSA SONO LE STELLE CADENTI?
Hanno l’aspetto
di stelle che, improvvisamente, cadano verso terra. Eppure le meteore
(questo è il loro vero nome) non hanno niente a che vedere con le stelle del
firmamento: si tratta di scie luminose prodotte da piccoli granelli di “polvere”
che la Terra incontra lungo la sua orbita. Quando questi granelli, attirati
dalla gravità del nostro pianeta, cadono attraversando l’atmosfera, l’attrito
con l’aria li porta ad altissima temperatura, e li consuma producendo la
classica scia(*).
(*) A volte può succedere che il materiale in arrivo dallo spazio (proveniente anche dagli asteroidi rocciosi e metallici) abbia dimensioni tali da non consumarsi completamente in atmosfera: in questo caso alcuni frammenti arriveranno fino al suolo e si avrà quindi la caduta di un meteorite. Si tratta però di eventi sporadici e, fortunatamente, gli impatti di oggetti pericolosi sono molto rari.
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